Rocky Horror: quando la musica è anche solidarietà

La musica non è solo un suono che scandisce passi di danza, fa da sottofondo a giornate uggiose o aumenta l’euforia di momenti di festa, no, la musica è anche passione, comunicazione, azione. La musica può diventare anche solidarietà. E i ragazzi di Rocky Horror F. S. questo lo sanno bene. E allora vediamo insieme chi sono e qual è il loro progetto.

Il progetto ROCKY HORROR

Rocky Horror F. S.
I Rocky Horror F. S. con Pino Scotto e Dj Blast

I Rocky Horror Fuckin’ Shit (questo il nome completo della band) sono un gruppo foggiano, nato nel 2002 ma attivo dalla Primavera del 2005; la formazione vede Giovanni Placido alla voce, Antonio Racioppa alla chitarra, Paolo Damato alla batteria e Francesco Rinaldi al basso. La loro musica attinge a piene mani dal Crossover e dal Nu Metal, aprendosi però a numerose sperimentazioni. Un E. P. nel 2004, un album nel 2006, vari tour nella decade 2005 – 2015 e poi…beh, il resto potete trovarlo nella loro bio, perché ora è giunto il momento di parlare della loro iniziativa di solidarietà, lanciata lo scorso anno.

Rainbow Projects

Via di qua
Via di qua, il brano dei Rocky Horror, in collaborazione con tanti ospiti!

Nelle loro innumerevoli collaborazioni, i R.H.F.S. più volte si ritrovano a tu per tu con esponenti di spicco del panorama italiano, molti di questi impegnati anche nel sociale. Nasce così un side project con Pino Scotto, un brano al quale prendono parte anche tantissimi altri grandi nomi, come: Omar Pedrini (ex Timoria‬), Bunna e Madaski (Africa Unite, Terron Fabio (Sud Sound System), Skandi (Vallanzaska), Ivano Grieco (Krikka Reggae); nel video invece sono presenti tra gli altri: Davide Moscardelli (U.S. Lecce), Nuzzo & Di Biase (Quelli che il Calcio), Manuel Tataranno ed Enzo Russo (krikkareggae‬), Paolo Tocco (se quest’ultimo nome non vi dice niente, forse non avete ancora letto questa recensione). Il brano in questione si chiama Via di qua, e parla di un ragazzo introverso, alla ricerca della propria identità, che decide di partire, per cambiare la sua condizione, fisicamente e mentalmente.
Il brano è entrato già da ieri sera di diritto nella QUIndie playlist (il box in alto a destra sul sito), ma più del video su Youtube è importante quello che si può fare tramite questo link: acquistando il brano (su questa come sulle altre piattaforme digitali), infatti, l’intero ricavato andrà a finanziare il progetto umanitario Rainbow Projects, che dal 2011 si occupa di aiutare i bambini meno fortunati del Guatemala, della Cambogia e del Belize. Un’importante iniziativa, che merita tutto il nostro supporto e la condivisione, per riportare, attraverso la musica, una nota di colore nella vita di tante piccole creature.




Precedente Paolo Tocco - Il mio modo di ballare Successivo Marco Cantini - Siamo noi quelli che aspettavamo

Lascia un commento